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7 agosto 2019

Supreme before Supreme

Primavera/Estate 2005. È da poco nato Youtube, Google acquisisce Android, Alonso si prepara a essere incoronato più giovane campione di Formula 1 di sempre e Virgil Abloh sta “Sognando Renzo Piano” (semicit.) all’università di ingegneria civile in Wisconsin. In quest’anno incompiuto e incolore per noi giovani italiani - ogni ragazzo italiano si rende conto di poter essere davvero qualcuno solo quando Grosso, l’anno dopo, la infila a Barthez e ci fa volare sul tetto del mondo - Supreme e Umbro decidono che da lì in poi la football jersey diventerà l’indumento più cool del futuro. E - da veri antesignani - avevano ragione. Alcune brevi considerazioni punto-elencate atte a sottolineare la lungimiranza della collaborazione:

1. È la prima maglia da calcio fatta da Supreme quando ancora nessuno interessato a questo sport sapeva cosa fosse realmente Supreme - e nessuno skater cosa fosse realmente Umbro;

2. È una maglia che esce totalmente in sordina, come ora escono le collaborazioni minori poi resellate su Grailed a 1,5x;

3. Nessuno si azzardava a indossare maglie da calcio in chiave lifestyle, né in passerella, né in tribuna, né al campetto;

4. È il primo tentativo di fusione tra la cultura skate e quella calcistica, ben sette anni prima (sette!) della storica collab Palace x Umbro x Nazionale Inglese, perfetta sintesi del “lad casual” del tempo;

5. È il vero spartiacque della jersey culture nel mondo;

6. Nel 2006 – guarda caso – si inizia ad andare al campetto in skate, mixando Vans e magliette dell’Ajax.